Logo del consorzio dell'asparago bianco di Bassano del Grappa DOP

La Storia

Secondo alcuni reperti egiziani, l'asparago era conosciuto nell'antico Egitto e proprio dall'Egitto si sarebbe diffuso nel bacino del Mediterraneo.

Usato, per parecchio tempo, solo per le sue qualità medicamentose e terapeutiche, si cominciò a farne uso anche in cucina.

La sua coltivazione nel Bassanese ha origini molto antiche e numerose sono le citazioni documentali e le testimonianze derivanti dalla tradizione popolare.

"La scoperta dell’asparago è stata del tutto casuale. In data imprecisata, pare nel cinquecento, una violenta grandinata avrebbe rovinato la parte aerea della pianta; il contadino cercò allora di cogliere quello che rimaneva sottoterra dell’asparago, cioè la parte bianca. Si accorse che era buona e da allora cominciò a cogliere l’asparago prima che spuntasse da terra."

Antonio F. Celotto
L’Asparago di Bassano, Neri Pozza Editore Vicenza, 1979

1231

Una leggenda racconta che perfino Antonio da Padova, il frate portoghese, arrivato dall'Africa, mandato da Francesco d'Assisi sulle orme di Ezzelino, abbia addolcito gli appetiti del Tiranno gettando il seme di una asparagiaia.

1534

In una nota spese della Repubblica Veneta relativa ad un banchetto, è indicata la spesa che il Doge Andrea Gritti sostenne per l'acquisto nel bassanese di sparasi mazi.

1534-1536

Durante il concilio di Trento (1545-1563) i padri conciliari, che con il numeroso seguito sostavano a Bassano, trovavano tra i prodotti locali anche "i sparasi".

1682-1754

In un famoso dipinto del pittore veneziano Giovanbattista Piazzetta (1682-1754) "La Cena di Emmaus" è ben visibile il piatto di asparagi preparato secondo la tradizionale ricetta bassanese "sparasi, e ovi, sale e pevare, oio e aseo" (asparagi e uova, sale e pepe, olio e aceto).

Oggi

Ancor oggi, nella tradizione popolare il consumo di asparagi rimane legato al periodo primaverile ed alla Pasqua: un noto detto locale ricorda che "quando a Bassan vien primavera se verze la ca' e la sparasera" per la tradizionale "sparasada" che segue la festa.